
Siete appassionati della natura ma avete sempre poche occasioni per fare delle escursioni e il vostro fisico non è allenato per sottoporsi a grandi sforzi? Una giornata in mountain-bike è quello che fa per voi!

Venite a Norcia, da soli, in gruppo o con i vostri bambini e noleggerete subito una mountain bike e l’attrezzatura di sicurezza necessaria.
Sarete accolti da una persona esperta della zona, vi potrà così indicare un itinerario non troppo impegnativo da percorrere in base alle vostre esigenze e i vostri interessi.
Sarete così pronti per partire!

L’avventura ha inizio: ripercorrendo la strada dell’ ex ferrovia Spoleto - Norcia, intorno a voi si apre il bellissimo paesaggio della vegetazione Umbra, costeggiando gran parte del tragitto il torrente “Sordo”, per poi salire, scendere,entrare in gallerie, tutto ciò in sella alla mountain bike.

Durante il vostro percorso lungo il tracciato della vecchia ferrovia, ed in particolare nel tratto da noi proposto vale a dire da Norcia a Serravalle di Norcia o viceversa , avrete la possibilità di visitare le Marcite:
Le "Mar
cite" di Norcia rappresentano un'area unica in per le sue eccezionali caratteristiche naturalistiche e ambientali ma anche storiche e culturali. Esempio di delicato ecosistema, esse sono prati perennemente irrigui, strettamente connessi a fenomeni idrogeologici sotterranei (una falda acquifera affiora in superficie in una miriade di rigagnoli creando così il fiume Sordo) . Questi campi sono favoriti, nella loro formazione, dall'inclinazione dell'altopiano di tipo lacustre di Norcia, e si estendono per circa 150 ettari. Prima di divenire marcite, questa zona era un'immensa palude bonificata e resa fertile dall'esperienza e dalle conoscenze dei monaci benedettini, all'incirca intorno al periodo del medioevo. Il lavoro dei benedettini è consistito nel creare una serie di canali artificiali chiamati adacquatrici, sbarrati da paratoie di legno o “storcitoi”, che fanno straripare l’acqua in modo che irrighi gli appezzamenti di terreno, chiamate cortinelle, attraverso una serie di piccoli canali che rendono omogeneo il flusso dell’acqua. Il nome “marcita”, nell'ipotesi più accreditata, deriverebbe da un'antica pratica agreste che consisteva nel far marcire nei campi irrigui, durante il periodo invernale, l'ultimo taglio annuale di settembre, favorendo l'arricchimento di sostanze organiche e rendendo il terreno più fertile.